ANNULLATA CAUSA ALLAGAMENTO
Ritrovarsi sulla luna Summer party

In News23 Giugno 20251 Minuto

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Domenica 6 luglio festeggiamo la comunità di MTM con una festa all’aperto negli spazi del Teatro Litta.
A partire dalle 21 tanta musica e divertimento!

Dj set di Gabriele Vollaro e Filippo Renda, MC Simone Bochicchio.

Ingresso libero

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Giuseppe Nava: La parte visibile

In Esiste la ricerca17 Giugno 20258 Minuti

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Giuseppe Nava

La parte visibile

 

È notte. Una grossa blatta rossastra è legata con uno spago a un cilindro grigio che sporge da una bottiglia di vetro. Le antenne e le zampe si muovono nell’aria. Una mano accende una fiamma sotto il cilindro grigio, che inizia a emettere scintille e fumo. Dopo qualche secondo, il razzo, con un sibilo, parte e scompare oltre i tetti delle case.

Le fiamme, enormi, lambiscono il parcheggio e il cortile, delimitato da una staccionata bianca. Il fumo è nero e grigio scuro e si alza veloce dall’incendio, spinto dal vento che piega le palme e scuote i tendaggi nel giardino.

Il soldato si muove tra due edifici di mattoni rossi. Il terreno è ingombro di grossi detriti di cemento. Il soldato, che porta un bazooka, si volta, annuisce, poi prosegue verso quella che sembra una grossa cuccia per cani. Ci monta sopra, prima in ginocchio, portandosi il bazooka su una spalla, poi tenta di alzarsi in piedi ma il tetto della cuccia cede e il soldato ci cade dentro.

Fiamme di un giallo-verde fosforescente sprigionano da un tombino nel mezzo di un viale alberato. Un uomo di spalle le osserva a distanza, filmando con lo smartphone.

Una ragazza, in canotta e pantaloni neri, è sdraiata sul marciapiede, con le ginocchia piegate, accanto a un muro color ruggine. Una mano sotto la testa, l’altra tiene una bottiglietta d’acqua in grembo. Scuote la testa a destra e sinistra. A un tratto alza la mano che teneva sotto la testa, come a fermare o scacciare qualcosa.

Il ragazzo coi capelli lunghi prende una breve rincorsa e si getta in mare dalla scogliera. Quindi inizia a nuotare verso un anfratto fra le rocce sottostanti. Riesce a tirarsi in piedi sulla pietra umida, ma scivola all’indietro con la risacca. Poi un’onda lo investe in pieno. L’acqua è tutta bianca e spumosa, lui scompare e riappare e riesce ad attaccarsi a uno dei grossi scogli. Cerca di arrampicarsi ma una nuova onda ancora più grossa della precedente lo fa sparire tra i flutti, e lo trascina oltre gli scogli. L’acqua lo porta più volte avanti e indietro sopra una lingua di pietra scura e liscia, finché non viene spinto abbastanza avanti da riuscire a tirarsi in piedi e a riguadagnare la riva.

Un’auto della polizia è parcheggiata lungo la strada davanti a una palazzina. Da una finestra del terzo piano si sporge una figura maschile vestita di nero, e lascia scivolare dalle mani una specie di corda. Quindi esce fuori dalla finestra, e tenendosi alla corda inizia a calarsi giù. Arriva fino alla finestra del primo piano, dove arriva al massimo la corda, quindi si lascia andare. Finisce mani a terra ma si rialza subito, scavalca agilmente la recinzione del giardino e correndo si allontana lungo la strada, guardandosi intorno.

Il ragazzo, a torso nudo, con indosso dei pantaloni neri, sta davanti a una parete di roccia grigia ripida e liscia. Con le mani dietro la schiena e la testa china, il ragazzo inizia a salire lungo la parete, spingendosi solo sulle punte dei piedi, dapprima con slancio, poi sempre più lentamente. Si vedono le gambe tremare per lo sforzo. Sale cinque, sei metri, quasi fino al margine della parete, contornato di alberi. Poi si muove lateralmente a passi piccoli e rapidi, e inizia a scendere, sempre sulle punte dei piedi, le mani dietro la schiena.

In un campo, secco e sassoso, un uomo sta a cavallo di una roggia dove scorre rapida dell’acqua fangosa. Indossa degli stivali di gomma bianchi, tutti macchiati di terra. Solleva una lastra di metallo esagonale, tenendola per due maniglie, la solleva fino alla testa e poi la spinge con forza nella roggia. La lastra si infila facilmente nella terra umida intorno alla roggia, e l’acqua rifluisce indietro scavalcando l’argine e riversandosi nel campo secco. L’uomo puntella la lastra con un bastone.

Viaggiando in moto lungo un viale cittadino, si affianca a uno scooter con a bordo due giovani e gli mostra il dito medio. I due giovani non lo guardano. Lui, o lei, non si accorge della macchina ferma sulla sua corsia e ci si schianta contro.

L’autotreno, dalla motrice nera, è fermo, mezzo accartocciato contro lo spartitraffico di cemento. Un uomo, maglietta bianca e cappellino da baseball nero, picchia una lunga barra metallica contro il finestrino della motrice, finché non si frantuma. Quindi si arrampica sulla pedana semidivelta, poi su quello che resta del passaruota, si sporge dentro al finestrino da cui continuano a cadere frammenti di vetro, e apre la portiera; quindi entra nell’abitacolo. Un’altra persona, in tuta nera e berretto, si avvicina.

Due uomini, uno dei quali con una motosega, stanno chini nei pressi di un albero, spoglio e senza rami, cresciuto attaccato alla facciata di un edifico di due piani. L’albero è alto più del doppio dell’edificio, davanti al quale si apre una piazza. Ai bordi della piazza si sono radunate molte persone, il cui vociare è forte quanto il rumore della motosega. A un tratto i due uomini arretrano di qualche passo. L’albero inizia a pendere, con velocità crescente, e nella caduta si dirige verso la folla assiepata sul lato destro della piazza. La gente inizia a gridare. Uno dei due uomini molla la motosega e si lancia verso l’albero, spingendo il tronco in modo da deviare la traiettoria della caduta. La folla si disperde. Due uomini e un bambino corrono verso il centro della piazza. La spinta dell’uomo della motosega riesce a direzionare il tronco verso il centro della piazza, e con uno schianto tremendo l’albero va a cadere tra i due che stavano correndo, mentre la punta manca di un metro il bambino. L’albero si frantuma in pezzi. Uno dei due uomini inciampa sul tronco e cade, l’altro resta come impietrito, il bambino scappa nella direzione opposta. Altri bambini e ragazzi corrono verso il tronco e ne raccolgono dei frammenti.

Su una spiaggia, di notte. Il cielo è nero e la luna è piena. Un faro, o una torcia, illumina l’uomo con la canna da pesca; più in là, si vede la schiuma delle onde che raggiungono la battigia. Il pescatore, muovendo la canna, fa roteare la lenza, a cui è attaccato un galleggiante luminoso. La fa roteare tre, quattro, cinque volte, poi dà lo slancio verso il mare. Il galleggiante segue una parabola lunghissima, nel cielo nero, fino a scomparire.

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Colazione stampa Stagione 2025/2026

In News17 Giugno 20251 Minuto

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Giovedì 26 giugno alle ore 10, presso il Teatro Litta,
la direzione artistica di Manifatture Teatrali Milanesi
presenta
Ritrovarsi a volare,
la Stagione teatrale 2025/2026.

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Marco Mazzi intervista Massimo Becattini sul cinema d'artista

In Esiste la ricerca11 Giugno 20251 Minuto

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San Domenico di Fiesole, 5 Giugno 2025. A cura di Marco Mazzi. Camera: Emanuele Parrini. Sonoro: Manuela Patti


Cubo Live al Teatro Leonardo

In News4 Giugno 20252 Minuti

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Cubo Live – luoghi, idee, voci, eventi – è la rassegna di spettacoli dal vivo promossa da CUBO – Museo d’impresa del Gruppo Unipol, sul territorio nazionale.

La rassegna, giunta alla quinta edizione, propone tre eventi al Teatro Leonardo di Milano.

 

 

lunedì 7 luglio 2025 ore 21:30

Ginevra Di Marco e Franco Arminio

È stato un tempo il mondo

 È stato un tempo il mondo, verso di una canzone dei CSI, dà il titolo alla serata per ricordarci cosa è stato il mondo e cosa sta diventando, attraverso canzoni popolari, poesia popolare, canzoni d’autore, riflessioni profonde e momenti di gioia.​

Ingresso libero con prenotazione


 

martedì 8 luglio 2025 ore 21:30

Ron

Musica e Parole

 Sotto forma di intervista teatrale Ron racconta, suona e canta. Musica e Parole traccia il cammino di uno degli artisti che hanno impreziosito la musica italiana. Marco Caronna, attore e musicista, ha il compito di indirizzare il racconto di Ron, in un dialogo ogni volta diverso, anche se le pietre miliari lungo la strada saranno sempre i grandi successi dell’artista. Giuseppe Tassoni, raffinato pianista, in tour con Ron da molti anni, vestirà di musica il viaggio, alla volta della prossima città per cantare.​​

Ingresso libero con prenotazione


 

mercoledì 9 luglio 2025 ore 21:30

Mario Venuti

Tra la carne e il cielo tour

 Dopo uno strepitoso tour nei club e teatri di tutta Italia, in cui ha celebrato il doppio traguardo dei suoi 60 anni e i 40 anni di carriera, Venuti riparte con un nuovo progetto che prende il nome dall’undicesimo album di inediti uscito il 19 aprile 2024 e prodotto da Microclima. Con questo concerto, il pubblico avrà l’opportunità di riscoprire i grandi successi che hanno definito la carriera dell’artista, e di apprezzare i brani tratti dal suo ultimo album: da Napoli-Bahia, il primo singolo uscito a maggio del 2023 a Degrado, l’ultimo brano che ha accompagnato l’uscita del nuovo disco. Lo spettacolo promette di essere un’esperienza coinvolgente e divertente, in cui gli spettatori potranno fare un viaggio emozionante attraverso passato e presente.​​

Ingresso libero con prenotazione

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Inediti di Fabio Lapiana

In Esiste la ricerca27 Maggio 20257 Minuti

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Fabio Lapiana

Tre inediti

critica del dispositivo 1

va posizionato sul torace al centro
del petto in corrispondenza dell’ascel-
la in alternativa si può applicare
anche sul lobo dell’orecchio sul volto
in modo tale da coprire sia il naso che
la bocca principalmente sulla parte su-
periore della fronte all’altezza della
nuca o sull’ultima falange di un dito
oppure all’interno della stanza a venti
centimetri dal centro con il logo rivol-
to verso l’alto con un angolo di 25° gra-
di a destra o a sinistra a circa 1,5 mt
dal pavimento evitando fonti di calore
finestre e porte su una superficie di lavo-
ro piana lontano da acqua ristagni d’acqua
e recipienti contenenti acqua va posizio-
nato a mano al riparo dal sole e in piena
corrente d’aria con il foro di ingresso
verso l’alto al buio ad una distanza com-
presa tra 30 e 60 cm nell’area maggior-
mente colpita in corrispondenza della
barriera a circa 20 cm. da terra, nel
punto stabilito evitando di metterlo
dietro masse ferrose cieche direttamen-
te nel terreno all’interno della galleria
o all’uscita della tana in corrispondenza
della presa elettrica più vicina seguendo
semplici istruzioni evitando il contatto
con elementi di ferro a distanza di sicurez-
za dal muro laterale in alto sulla parete
ma non troppo vicino al soffitto sempre
in orizzontale mai in verticale lontano
dalla vista diretta non ci devono essere
mobili complementi d’arredo o qualsia-
si altra cosa

 

*

 

critica del dispositivo 2

è semplice economico e di facile
istallazione un sensore verifica ed
attiva un segnale sonoro basta at-
taccarlo attraverso la pratica clip
dal momento che il cavo è identico
su entrambe le estremità è semplice
da indossare e non richiede un parti-
colare addestramento all’uso è inter-
facciabile con la comune strumenta-
zione bastano 3 passaggi con la pres-
sione di un tasto non necessita di pro-
grammazione né di appositi strumenti
di monitoraggio ed è facilissimo da
usare da parte di chiunque è affidabile
e preciso nel tempo di risposta senza
tener conto né del materiale né del
colore o la forma dell’oggetto è disin-
seribile con un click è piccolo e ma-
neggevole ed è dotato di due sensori
uno frontale e uno posteriore è clinica-
mente affidabile facile da trasportare
e pensato soprattutto per chi vive o
lavora a contatto con la natura in am-
bienti freddi o in incubatori operando
a temperatura ambiente basta attaccar-
lo alla corrente posizionare gli elettrodi
sull’area di interesse e premere il pul-
sante di avvio grazie al display permette
una facile interpretazione dei risultati
c’è una struttura fissa e un’anta che si
ritrae all’indietro non si può sbagliare
meno di 10 minuti per sbrigare il tutto
richiede la semplice lettura della lancet-
ta collegata al preciso misuratore inte-
grato è inoltre dotato di una valvola a
rilascio rapido veloce da utilizzare e
garantisce ottimi risultati con un fascio
di luce molto più forte una volta confi-
gurato funziona in maniera autonoma
ed è semplice da riparare in caso di guasto

 

*

 

(Shhhhh)

qualcuno sta tramando qualcosa sta facendo
un gioco sporco il doppio gioco il triplo gioco
un gioco d’ombra opaco nebbioso le cose non
sono quelle che sembrano non quadrano non
sono come si deve le cose non sono mai come
sembrano il campo indiziario è stato manomes-
so le notizie sono state manipolate le imma-
gini falsificate le cose non sono andate come
dicono le cose non vanno mai come dicono
loro come dicono loro è falso loro mischiano
le carte loro intorbidano le acque loro metto-
no microspie ascoltano le telefonate filtrano
il flusso dei dati fanno appostamenti fanno
pedinamenti costruiscono diversivi organiz-
zano distrazioni simulano eventi nascondo-
no i fini non ci si può fidare di nessuno tutti
mentono hanno occhi dappertutto hanno
mille occhi hanno tantissimi occhi hanno
orecchi dappertutto tentacoli dappertutto
tirano i fili tirano le fila hanno il controllo
sono ovunque l’idraulico il tecnico del gas
la centralinista la panettiera il garzone l’inse-
gnante l’imbianchino la gelataia la coppia
con la carrozzina il vecchietto che avanza
zoppicando l’uomo che si allaccia la scarpa
la donna che si accende la sigaretta i ragazzi
che giocano a basket la commessa del nego-
zio di scarpe l’infermiera il primo tassista il
secondo tassista il cameriere (proprio lui)
seduti al tavolino del bar si fingono poeti
scrittori giornalisti commediografi ubriaco-
ni è una cosa grossa un grande complotto
una vera cospirazione ci sono di mezzo i
servizi segreti la polizia c’è la mafia inte-
ressi di paesi stranieri le banche la chiesa
i preti sono tutti coinvolti sono tutti com-
plici tutti sanno nessuno parla tutti sviano
cambiano discorso non rispondono alle
domande si girano dall’altra parte si striz-
zano l’occhio si toccano i capelli in un certo
modo si strofinano il naso si sfregano le
mani passano accanto fischiando quella
canzone anche i colori dei vestiti sono
un codice è un formicaio di spie fanno
finta di niente non smettono di osserva-
re annotano appuntano calcolano regi-
strano depistano e al momento giusto
tirano fuori le prove

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Cortili Aperti Milano

In News19 Maggio 20251 Minuto

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Domenica 25 maggio ADSI Lombardia organizza “Cortili Aperti Milano” con il patrocinio del Municipio 1 del Comune di Milano, un evento tanto atteso dai milanesi e amato dagli appassionati di storia dell’arte, dell’architettura e delle dimore storiche.

Nella giornata, da trent’anni gli spazi inediti dei più bei palazzi di Milano, soci di ADSI, vengono aperti in esclusiva e raccontati gratuitamente al pubblico dai volontari del Gruppo Giovani dell’Associazione. Le architetture dei cortili si animano e tornano a splendere di viva bellezza con mostre d’arte, talk e concerti.

Il Cortile dell’Orologio del Teatro Litta sarà visitabile dalle 10:00 alle ore 18:00.

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Un testo di Mariangela Guatteri da "Casino Conolly" (edizioni del verri, 2024)

In Esiste la ricerca12 Maggio 20258 Minuti

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Mariangela Guatteri

Estratto da Villa Valsalva

(in Casino Conolly, il verri, 2024)

 

Zona sottoposta a Controllo di Comunità.
Il quadro burocratico è l’ambiente di Villa Valsalva. Tutto ciò che può accadere è dietro le finestre della villa.
Da qui si controlla a vista l’ambiente esterno dove non succede nulla se non ciò che non può ancora essere controllato.
Per l’incolumità di tutti la zona è video-sorvegliata.
La grandine che devasterà il curatissimo giardino non è ancora del tutto sotto controllo.
Tutto ciò che viene visto dalla finestra è oggetto di congetture.

Gli influssi della medicina positivista pervadono ancora un metodo squisitamente osservativo e riservano il concetto di “psiche” all’anima.

Nella Comunità di Villa Valsalva ogni individuo è libero di esprimere sé stesso.
Al centro di ogni discussione è collocato l’Uomo: le sue esigenze, i suoi diritti.

Una Comunità che si guarisce affrontando le proprie contraddizioni.

Nella Villa ci sono tanti appartamenti quante sono le Comunità; piccoli appartamenti, seguendo l’ineluttabile destino del ridimensionamento.

  • Troppo spazio isola dalle qualità che sorgono nello spazio!
  • Troppo poco spazio ci lascia in balia di qualsiasi evento!
  • Troppo poco spazio rende più facile a un altro elemento di prendere il sopravvento!
  • E di determinare le nostre azioni!

Questa la sintesi del dibattito.
Tutto appare solido e impenetrabile.

Affinità e diversità di pensiero, problematiche complesse non ancora approfondite, sfociano nella decisione di un reinserimento dei comunitari in aumento nello spazio via via ridimensionato, avviando l’organizzazione di gite, eventi ludici, creativi e religiosi extra.

Un esempio molto bello è la partecipazione attiva di tutti al gioco delle maschere, al travestimento e al teatrino delle finzioni, e la creazione di rapporti di vicinanza stretta, come elementi dell’insieme logico e responsabile “Valsalva”.

In occasione della Santa Messa di Dicembre, giunge il Vescovo e i comunitari cantano in coro, preparati da una donna che da oltre trent’anni cura la parte musicale degli spettacoli. Per la prossima ricorrenza il tema ispiratore è Solo Comunità Protette dove si potrà entrare. Uscirne non è una buona idea.

Tutto ciò che accade accade a Villa Valsalva.

Durante la simulazione di un allarme atomico, qualche giorno prima della ricorrenza di dicembre, l’uscita in massa di tutti i membri delle Comunità fu invece un esodo fulmineo e definitivo: Villa Valsalva svuotata e abbandonata dai corpi in un solo istante. Il tema ispiratore sembrò essersi d’incanto fermato: nell’ambiente del Perruquier le riviste sono incollate sui tavoli come figurine adesive e bigodini e nastri e chignon fissati come impronte sui muri, con ogni dettaglio. Una signora nella sua ultima attesa è spalmata sulla poltroncina davanti al lava-parrucche; ha una figura deliziosa.

Il seggio elettorale è immutato, la bacheca delle chiavi, lo sportello anagrafico sono nella medesima posizione, e così tutti i nomi, con i loro volti fotografati, in ordine tra le cose. Le tante cose, interi reparti e in ognuno una scala munita di ruote.

Tutto ciò che accade accade a Villa Valsalva, dove è incoraggiato l’uso dei codici sconto per gli elettrodomestici e l’adesione alle campagne promozionali. Le gite sociali con degustazioni sulle terrazze panoramiche sono sempre più frequentate. Nessuno è mai lasciato solo.

L’aggiornamento dei dispositivi di ricezione è automatico e obbligatorio; la modalità di trasmissione viene attivata con tempi casuali ed è vivamente consigliata la comunicazione di qualcosa. Il protocollo comunicativo prevede l’invio dello screen-shot della finestra di controllo relativa all’appartamento della propria Comunità. Dalla rispettiva area personale si esegue il monitoraggio tramite ispezione oculare attraverso la finestra e si invia documentazione fotografica.

L’ultimo screen-shot inviato appena prima della simulazione dell’allarme atomico mostrò la vista sul lato sud del “Giardino della Specie” intensamente illuminato

sulla curva del confine col cielo, oltre un particolare ingrandito di un ammasso di gemme rigonfie in modo abnorme per la stagione in corso. Le foglie che circondavano le gemme erano un’esplosione di varietà, dimensione e verde.

Tutto ciò che viene visto dalla finestra è oggetto di congetture; ogni trasmissione di screen-shot è commentato dai comunitari. Il vigilante comunitario di turno lo vide, questo ultimo screen-shot, e diede avvio alla sequela di congetture.

Ognuno espresse la propria opinione.

A Villa Valsalva tutti hanno un’opinione su quanto trasmesso da tutti tramite gli appropriati dispositivi. Sono graditi gli apprezzamenti e la condivisione degli stati emotivi suscitati dalle varie ricezioni e dalle stesse personali trasmissioni.

Ogni trasmissione è pubblica, così come ogni ricezione. Nessuno ha niente da nascondere agli altri attuali 32.000 comunitari.

A Villa Valsalva ci sono tanti appartamenti quante sono le Comunità; piccoli appartamenti.

Ogni comunità conta ad oggi, in media 34 comunitari.

Piccoli appartamenti da terra a tetto composti da un vano a piano.

Torri da 25 a 37 piani servite ognuna da montacarichi, scala anti-incendio, Terrazza Panoramica Comunitaria, Lavatoio Comunitario, Scantinato Comunitario ripartito in privé per la visione dell’osceno tramite spioncino sulla Sala Massaggio e ginnastica.

Loro, i comunitari, hanno il potere; e il potere si mette in gioco ogni istante in piccole parti singole.

Ogni gioco ha regole, norme precise, come la perfetta coabitazione tra piccole parti singole; come lo schema teorico del potere.

A Villa Valsalva nessuno detiene il potere; tutti lo esercitano in tutto lo spessore e su tutta la superficie comunitaria esistente, secondo un sistema di relè, di connessioni, di trasmissioni, di distribuzioni.

La commissione amministrativa della Villa non manca di sottolineare l’ordine, la quiete, la nitidezza della Comunità ad ogni assemblea annuale. La Gazzetta spesso riferisce le visite importanti ricevute giornalmente dalle Comunità.

Ognuno è sempre pronto a rendere servizio e nella torre di ogni comunità si trova sempre soddisfazione.

Il primo screen-shot del turno personale è in modalità auto-scattante, con il volto del comunitario inquadrato a fianco della finestra d’osservazione, e una dichiarazione. Come ad esempio: «Sono pronto ad ogni servizio. Mi sento buono e intelligente. Ho modi cortesi, ossequiosi. Sono ubbidiente e sempre dello stesso umore».

Le torri di Villa Valsalva sono collegate tra loro ad ogni piano. Il processo di progressiva riduzione degli appartamenti modifica la procedura di definizione dello spazio pubblico, dello spazio privato, del transito nelle

 

Tav. I, Villa Valsalva: quadro burocratico

 


Nota
L’immagine è estratta dal capitolo “Tavole sinottiche” di Casino Conolly, edizioni del verri, 2024, https://www.ilverri.it/magazine/3939/casino-conolly/


Inediti di Alberto D'Amico

In Esiste la ricerca5 Maggio 20253 Minuti

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Alberto D’Amico

Talune (altre) poesie

 

ma è una cosa del genere non ho fatto un giro
per me non piace molto bello che sei a roma per il mio fratello

 

*

 

ormai è una droga con me
non piace il profilo e poi ti voto il mio fratello
di una persona con la tua bio
mi ha scritto e diretto con te
la sento più tardi a lavoro di ognuno di noi

 

*

 

grazie massimo ranieri in concerto
al momento è una delle poche persone
a me lo avevi già in mente di più
e poi ti voto il mio amico
che mi fa impazzire i profili perfetti
per me non mi hai fatto bene per il mio
da me ho collezionato qualcosa la so ho visto il film

 

*

 

Roma, 15 gennaio 1962
è un’attrice italiana
vincitrice di sette david di donatello,
margherita buy,
sette nastri d’argento,
cinque globi d’oro
tredici ciak d’oro
tra le migliori attrici italiane
ha recitato nelle serie televisive
e in varie produzioni teatrali,
cresciuta nel quartiere coppedè,
prima di tre sorelle,
figlia di un dirigente dell’unità sanitaria locale
il suo trisavolo paterno, francese, era un ufficiale medico dell’esercito napoleonico
dopo alcune apparizioni in spot pubblicitari esordisce al cinema con la seconda notte
torna a lavorare con luchetti nel film accolto tiepidamente dalla critica, ma viene elogiata la prestazione dell’attrice
la sua interpretazione di una giovane attrice nevrotica
il ruolo di un’editrice che molesta sessualmente un suo dipendente
il complesso ruolo della suora con la maternità
la vedova che scopre l’omosessualità del marito defunto
moglie in crisi coniugale
madre di una famiglia borghese
premio per la migliore interpretazione femminile al moscow
una psicologa che prende in cura il pontefice
fantasma di un’attrice
una preside di liceo
un’ispettrice alberghiera
una regista, alter ego
è ospite fissa nel programma radiofonico
si sposa nel febbraio per poi divorziare nell’estate
voce di lilli in lilli e il vagabondo

 

*

 

i capelli si arrotolano
noi guardiamo il sudore
il manto di

provo a guardare un punto del soffitto bianco
un punto dove non c’è niente
non riesco
se non ci sono ombre, spigoli, forme
non vedo niente
vorrei l’acqua
l’acqua non è niente
il soffitto bianco ha quattro angoli
se fosse colorato sarebbe qualcosa
gli angoli creano le ombre
l’acqua non ha ombre
l’acqua è più dell’aria
l’aria non ha niente
solo l’azzurrino della prospettiva aerea di leonardo

 

*

 

il bambino giocava e quell’uomo gridava
statte fermo

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